Capodanno: la scienza dei buoni propositi

Ogni anno, dopo i rintocchi della mezzanotte e lo stappo della bottiglia di champagne, inizia il primo gennaio, il giorno che accoglie tradizionalmente tutti i nuovi buoni propositi. Basta dare un’occhiata ai post sui nostri social media: da domani a dieta, da domani mi riprometto che, e così via. Ma perché raramente le nostre promesse durano oltre gennaio?

Dopo il Natale, che ci vede spalmati tra divani e tavole imbandite, la maggior parte dei buoni propositi ruota intorno al mangiare meno e più sano, e al fare più movimento per rimettersi in forma. Da anni anche gli studiosi si occupano di questa scienza, che proviamo in prima persona noi tutti, con tanto di pubblicazione di paper per cercare di scoprire perché le persone rompono le loro promesse di pasti più contenuti ed equilibrati.

La prima ragione è senza ombra di dubbio una questione di cultura popolare: inizia un nuovo anno, dunque inizia una nuova vita, facendo un po’ il verso alle nostre promesse cicliche “da lunedì smetto / inizio da lunedì”. Film e serie rafforzano questa nostra abitudine: in Bridget Jones viene promesso di “drink less, and quit smoking, and quit talking total nonsense to strangers” – bere di meno, e smettere di fumare, e smettere di parlare di assurdità totali con estranei; un episodio di Friends (The One With All The Resolutions, stagione 5, puntata 11) ruota addirittura interamente attorno alla tradizione annuale.

Sentiamo l’esigenza di farci promesse perché sappiamo di aver sgarrato rispetto alle abitudini quotidiane. Aumentiamo di peso perché aumenta il nostro consumo di cibo – spesso non dietetico – e aumentano le occasioni di convivialità con altre persone, che ci fanno dimenticare di controllare le porzioni. Basta vedere quante tavole di Natale sono state condivise, decine e decine di antipastini, e portate gigantesche. Per non parlare dei dolci.

Quella delle tavole opulente è una questione di status quo difficile da sradicare. È davvero difficile rompere le abitudini che si stabiliscono durante il periodo delle vacanze; e noi non ce ne rendiamo conto, non ne abbiamo reale consapevolezza. E allora, serve assumere comportamenti sani graduali: per ogni mela aggiunta nel carrello, un cioccolatino, almeno per un periodo di tempo. Possiamo aiutarci con la compilazione di liste della spesa per scoraggiare gli acquisti impulsivi oppure dividere a metà il nostro carrello, e mettere da una parte le cose che ci fanno bene e dall’altra ciò che ci rimanda ancora alle feste (panettoni in offerta, datteri, fichi ripieni). Ulteriore alternativa: iscriversi a uno dei gruppi Facebook di supporto amatoriale, come Anonima Rotondette o Dimagrire in compagnia.