Hillsong Church: la fede moderna della Generazione Z

Le giovani generazioni sono quanto mai importanti per le organizzazioni religiose di tutto il mondo. L’Australiana Hillsong Church ha riscosso grande successo grazie alla Generazione Z, combinando insieme il loro interesse per la spiritualità con influencer digitali e celebrità del calibro di Justin Bieber, Jay-Z, Selena Gomez e le Kardashian. Gli stessi pastori di comportano come star, utilizzando tutte le dinamiche di engagement sui social media.

In un periodo storico che vede la presenza della chiesa in calo, l’idea di trasformare un servizio religioso in un evento con atmosfera da concerto ha del geniale: Hillsong sta modernizzando la religione per Millennial e Z, dialogando con più di 1 milione e 800 mila giovani solo su Instagram e tre milioni di abbonati a YouTube. La chiesa è stata fondata nel 1983 nel New South Wales da Brian Houston e da sua moglie Bobbie, che hanno inseguito con tenacia il sogno di far respirare una nuova aria moderna nella chiesa, dedicando un focus speciale sulla musica. E ce l’hanno fatta in tempi brevi, tanto che gli album Hillsong hanno superato le classifiche australiane diverse volte. e il pubblico fisico è così numeroso da riempire addirittura l’Allianz Stadium di Sydney.

La sfarzosa megachurch ha etichette discografiche, 21 avamposti in paesi lontani come Stati Uniti, Argentina e Russia, e una solida presenza sui social media, amplificata anche dagli account dei vari pastori della chiesa. Le critiche non mancano; alcuni accusano l’organizzazione di non essere altro che una società di intrattenimento multimediale internazionale – ma le attività vanno comunque avanti. Tutt’intorno agli spettacoli di luci e musica ad alto volume si muove parecchio business, dalle bancarelle, ai bar, ai negozi di musica, oltre al canale digitale 24/7 e alle app disponibili per conoscere e donare alla chiesa. Simile a un’uscita in discoteca, è un’esperienza a tutto tondo divertente e coinvolgente, spesso ospitata in capannoni industriali.

Hillsong infrange ogni regola: i pastori indossano jeans attillati, i ragazzi possono prendersi una sbronza, le prediche sono liberali e non moralizzatrici. Non ha paura di abbracciare la convenienza, insomma, con tanto di aria condizionata e comode poltrone. Elevazione spirituale, senso di appartenenza e sfarzo si combinano tra loro e fanno sì che essere benestanti non sia una colpa. Altre chiese hanno tentato di imboccare la via della leggerezza, con alcune comunità musulmane e battiste che tentano ad esempio di connettersi con i Millennial attraverso Snapchat. Il Vaticano, per esempio, ha dato la sua benedizione al lancio di un’app ispirata a Pokémon-Go, chiamata Follow JC Go, in cui gli utenti cercano i santi e rispondono a domande religiose quando incontrano una figura biblica. Chissà se sarà la strada del futuro, quella di mescolare la tecnologia con l’evangelizzazione.