Perché i Millennial hanno la mania dalle piante

I Millennial, che fanno parte della Generazione Y, si stanno sempre più avvicinando al giardinaggio, alla coltivazione di erbe in casa e alla cura di piante. Sinonimo dell’età adulta, la pianta diventa così simbolo di prendersi cura di qualcosa (prima ancora che di qualcuno). Nutrire e far crescere il verde aiuta il benessere emotivo e mentale, ed è un passatempo che regala calma, per via della semplicità dell’attività.

Nel giugno 2017, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato al mondo che avevamo bisogno di “rendere il nostro pianeta grande di nuovo“, parafrasando positivamente Donald Trump che nel mentre aveva deciso di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi. Appena tre mesi dopo, il Washington Post dichiarò che “i Millennial stanno riempiendo le loro case – e il vuoto nei loro cuori – con piante d’appartamento”. Dall’umile pianta da interno al guerriglia gardening il verde sta attraversando un periodo di rinascita e, solo negli Stati Uniti, cinque milioni su sei di nuovi giardinieri hanno un’età compresa tra i 18 ei 34 anni.

Percettivamente, il tema del giardinaggio è sempre stato associato a una demografia più anziana, come i pensionati; i nuovi segmenti Y sono ancora più interessanti da studiare. Che i Millennial, in generale, siano più attenti al prendersi cura di sé non è una novità – merito di un maggiore accesso a Internet e dell’accesso a informazioni che le generazioni prima non avevano. E così i giovani si sono accorti che stare in mezzo alla vegetazione e agli spazi pieni di piante permette un certo tipo di cura di sé, un modo relativamente economico per aiutare il benessere e per ridurre l’ansia quotidiana. Non è un caso che i meteorologi del Pantone Color Institute ne hanno preso nota e hanno nominato il Greenery colore del 2017, simbolo di un respiro profondo, ossigenante e rinvigorente, nonché di speranza, stabilità e connessione con la natura.

La tendenza mappata non riguarda prettamente i fiori recisi, ma appunto di piante verdi, che possono durare per anni, non solo pochi giorni, e questo fa sì che non sia un acquisto frivolo, ma un investimento destinato a durare. Curiosamente, se da una parte il boom è dovuto al combattere lo stress, dall’altra parte è un fenomeno che ha avuto inizio online: da un cactus accanto al computer fotografato per Instagram, a una pianta scenica in camera da letto, a un terrazzino verde in pieno centro città. Ancora una volta, l’emulazione “da confronto social” è stata decisiva. È il caso degli hashtag, ad esempio, #PlantGang e #UrbanJungle.

Là dove i fiori recisi erano parte integrante dello stile degli interni e nella fotografia, negli ultimi anni le piante d’appartamento sono diventate onnipresenti. Instagram, in particolare, offre infinite idee e ispirazioni per gli interni, rendendo le piante d’appartamento più accessibili a un pubblico più giovane. Basta dare un’occhiata ad account popolari come @urbanjungleblog (738mila follower) e @thejungalow (1 milione e passa follower) – monetizzati con libri e negozi online, che hanno aperto la strada a questa estetica, a questo nuovo look bohémien. Interessante anche la narrativa del canale Boys with Plants (che ha 102mila seguaci) e dell’influencer Michael Perry, noto come Mr Geek, capace di rendere il tema dell’orticoltura divertente, sexy e pertinente alla cultura pop e digitale.

Altra riflessione importante legata a questa panoramica è legata al fatto che essendo un pubblico giovane, è spesso anche impreparato e con poca esperienza con il verde, se non nulla. Ecco perché un gran numero di nuove aziende cercano di rendere l’acquisto e la cura il più semplice possibile. È il caso italiano di Flob, e i suoi stupendi bonsai; le newsletter estere Sprout e Bloombox; il blog di Grace & Thorn con la sezione Agony Plant A-Z; la bibbia How Not to Kill Your Plants (pubblicato anche nel nostro Paese). E infine, per coloro che preferiscono esternalizzare il lavoro, ci sono anche servizi come Plant Sit, per aiutare le persone a prendersi cura delle loro piante quando sono fuori casa. In Italia, o meglio a Torino, c’è la Plant Sitter.