Quando gli influencer sui social media sono dei cani

Che gattini e cagnetti funzionino sui social media ce ne siamo resi conto. E pian piano anche i brand – non solo di crocchette e lettiere – ne stanno prendendo consapevolezza. Al punto che negli Stati Uniti sono nate agenzia di influencer a quattro zampe…

Come The Dog Agency.

I più giovani sono influenzati da celebrità ben diverse, rispetto alle generazioni precedenti. Se a noi andava bene Gianni Morandi, loro difficilmente si accontentano del cantante di turno. Oggi anche i petinfluncer hanno il loro spazio e pubblico. Ad aprire la strada, nel 2015 la piccola bulldog francese Chloe – che ben presto si è resa conto che avrebbe avuto la necessità di avere una qualche realtà che la rappresentasse. Le cifre diventano importanti. Solo per darvi un parametro economico, un mese fa The Guardian ha parlato di post da 3.000 a 15.000 dollari.

Star internazionali sono la piccola Tuna Melts My Heart (da due milioni di follower), il collettivo Harlow and Sage, il bassotto Crusoe the Celebrity Dachshund. In Italia i numeri sono ancora piccoli, ma qualcosa si muove.

Buck il Pissione, benché non abbia mai sponsorizzato prodotti di terzi ma solo il suo libro auto-pubblicato, per esempio è un cane fantasia da conoscere. Ecco la sua presentazione.

Questa è la mia storia, la storia un cane qualunque, la storia di un cagnolino senza una goccia di sangue nobile, la storia di un cagnolino senza il pedigree ma con la innata la voglia di vivere di qualsiasi altro cucciolo che vive nelle vostre case. Ho solo una peculiarità un po’ bizzarra: faccio la pipì ovunque e di nascosto. Quandosono da solo incontrollatamente in giro per casa, quando con madre senza farmi vedere. Fetente? Si, molto. Ma sempre con il cuore.

Ma torniamo alla The Dog Agency già citata nella introduzione. Fanno parte del loro lavoro strategico anche un blog, PetInsider, e due canali Instagram più generalisti: Dogs of Instagram e Cats of Instagram. Questi touchpoint amplificano così tutta l’attività della scuderia delle celebrità dei quattro zampe. La fondatrice Loni Edwards ha le idee chiare; in effetti, un influencer umano può organizzare una festa al Carrefour e ubriacardi o può fare dichiarazioni politiche non necessarie, un animale no.