Tradizioni di Natale: tra maglioni brutti e Christmas cracker

Il primo calendario dell’avvento modaiolo è di qualche anno fa, merito è attribuito ad ASOS che per prima ha capito che era possibile sostituire cioccolatini e immagini religiose dietro ogni finestra con piccoli regali per gli amanti della bellezza. Ma dai maglioni brutti alle decorazioni festive, in che modo stanno cambiando le tradizioni natalizie?

Il Natale è una delle festività che più in assoluto può vantare numerosi rituali, alcuni dei quali con secoli alle spalle. In qualche modo, tutti noi in questa stagione ci troviamo a voler conciliare da una parte il nostro vivere quotidiano sempre in mobilità e online, e dall’altra parte la nostra nostalgia del passato analogico e dell’infanzia. Le vecchie tradizioni natalizie non stanno scomparendo, stanno semplicemente acquisendo nuovi sapori. Ci facciamo più regali, anticipiamo le compere a novembre per via dei forti sconti, apriamo le finestrelle di calendari fashion, adobbiamo casa con gingilli sfavillanti e sì, ammettiamolo, indossiamo anche maglioni piuttosto discutibili.

L’influenza del Black Friday

Sembra che il Black Friday sia prassi consolidata in Italia da decenni, ma non è proprio così. È relativamente recente il boom di questa anticipata occasione di spese pazze; e gli e-commerce online hanno un ruolo di rilievo nella faccenda. Pianifichiamo i regali di Natale, e con questa scusa, finiamo a farne anche a noi stessi. Lentamente, il giorno del Balck Friday (o Black Week, a seconda dell’estensione) è diventato la nostra coccola auto-indulgente. Così facendo, abbiamo acquisito un nuovo rituale pre-natalizio: ricompensare noi stessi per il duro lavoro svolto durante l’anno e… in previsione dello stress della stagione.

I nuovi calendari dell’avvento

Nato nel diciottesimo secolo, il calendario dell’avvento ha sempre avuto forma di una scatola, con tanto di finestrelle che nascondono immagini festive, numerate dall’1 al 24. Con il passare del tempo, alcuni calendari hanno aggiunto i cioccolatini, fino ad arrivare a questi ultimi anni con calendari di make-up, creme, cancelleria, oggettini, e persino alcolici e birre. Poiché hanno senso solo se regalati prima del primo dicembre, la maggior parte delle persone li compra in realtà per sé. Di nuovo, è una ricompensa che ci assegnamo, in questo caso continua e giornaliera, fino al giorno di Natale – dove ci aspettano i regali che ci fanno le persone che abbiamo accanto.

La diffusione dei Christmas cracker

No, non stiamo parlando di cose da mangiare. Il Christmas cracker è un’altra tradizione che ha visto svariati cambiamenti e si sta diffondendo anche nel nostro Paese. Inventato nella Londra vittoriana, è una decorazione per le tavole imbandite del Regno Unito e dell’Irlanda, ma diffuso anche in Australia, Canada, Nuova Zelanda e Sudafrica. Consiste in un tubo di cartone avvolto in una carta dai colori brillanti, in una confezione simile a quella delle caramelle. Tirandone le estremità, il cracker si spezza, emettendo un piccolo botto; da qui, il nome “cracker”. All’interno si trova una “sorpresa”, un oggettino, un biglietto con una filastrocca o qualche piccolo giocattolo. Una volta i cracker venivano usati come segnaposto; oggi invece come addobbi per l’albero di Natale. Merito delle varianti di lusso di catene come Harrods e di brand di bellezza come Sephora. In fondo, sono regali già impacchettati pronti per essere aperti!

L’orgoglio dei maglioni brutti

Questa tradizione è relativamente moderna; colpa degli anni ’80, quando i presentatori in televisione hanno iniziato a indossarli durante la stagione delle vacanze per creare un’atmosfera allegra. Piuttosto kitsch, ieri come oggi. Una volta si ricevevano con affetto e imbarazzo tipicamente dai familiari più anziani con un talento per il lavoro a maglia; ora i maglioni di Natale riempiono gli scaffali dei negozi nel periodo natalizio, con pattern e disegni spesso agghiaccianti. Qui su Tegamini ce n’è una bella collezione 2018. Se volete una scusa per indossarli ufficialmente, il 14 dicembre è il Save The Children’s Jumper Day.

La scuola. L’insegnante, il preside. I colleghi, il capo. I genitori, i nonni. Il tuo amato cane, il tuo amato gatto. Un quadro, una statua. Scegli un luogo. A casa, a lavoro o a scuola, tutto è permesso e l’importante è divertirsi, incentivando una piccola raccolta fondi che sarà destinata ad aiutare tanti bambini. Sfoggia il tuo jumper scattando una foto e condividila sui social: Facebook, Instagram e Twitter usando #ChristmasJumperDay.